Riepilogo 2009

  Piccoli e grandi eventi in Basilicata: un modo efficace per valorizzare i luoghi d'arte e fare cultura.

Compa 2009

Nonostante i pesanti tagli alla spesa pubblica e, in particolare modo, al bilancio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha comportato una sensibile riduzione delle dotazioni finanziarie a favore dei tanti Istituti periferici presenti sull'intero territorio nazionale, l'anno 2009 si chiude con un bilancio estremamente favorevole per la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.

Questo risultato si è reso possibile, anche in virtù delle proficue collaborazioni istituzionali con altri Enti presenti sul territorio - in particolare, quest'anno, il Comune di Matera e quello di Maratea - che sono intervenuti a sostegno dei programmi culturali promossi dalla Soprintendenza per i Grandi Eventi del MiBAC.

Ricostruiamo, sia pure sinteticamente, le tappe più importanti e significative di questo percorso, soffermandoci sulle iniziative realizzate nel corso del 2009 nell'ambito dei seguenti appuntamenti: Festa di San Valentino "Innamorati dell'arte", Festa della Donna "La donna nell'arte", XI Settimana della Cultura "La cultura è di tutti: partecipa anche tu", Festa della Musica, Giornate Europee del Patrimonio "L'Italia, tesoro d'Europa".

Superfluo ribadire che tutti gli interventi hanno riscosso grande interesse e partecipazione dei cittadini, nonché tanta attenzione da parte degli organi di informazione che hanno dedicato intere pagine di giornale, grazie all'attività svolta dall'Ufficio Stampa e Comunicazione Istituzionale della Soprintendenza (a Matera questo settore è stato istituito molto prima dell'entrata in vigore della Legge 150/2000 e può far conto sull'impegno a tempo pieno di un funzionario storico dell'arte iscritto all'ordine dei giornalisti e di un collaboratore).

La Festa di San Valentino (14 febbraio) è stata l'occasione per presentare al grande pubblico l'acquisizione, per il Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata (1), dell'importate dipinto di Luca Giordano (Napoli, 1634 - 1705) Il giuramento di Bruto dopo il suicidio di Lucrezia (2), (olio su tela, cm. 228 x 176) databile agli anni 1670-1680.

Dopo circa due anni dalla proposta di acquisto presentata dalla Soprintendenza BSAE della Basilicata al Ministero per i Beni e Attività Culturali, la preziosa opera è stata finalmente acquisita al patrimonio pubblico statale.

«La tela raffigura - come scrive il Soprintendente Abita - il momento in cui, dopo il suicidio di Lucrezia, il marito Lucio Collatino e Lucio Giunio Bruto giurano vendetta. L'episodio, narrato da Tito Livio, benché raro nella pittura italiana, appare nel Seicento privo degli intenti moralistici cui soggiaceva nell'epoca medievale e rinascimentale e, per le diverse esigenze rappresentative, viene dato risalto all'intimo dramma di Lucrezia che decide di togliersi la vita a causa dell'abuso subito da Sesto Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, oppure al momento in cui i suoi famigliari giurano vendetta, dando fine così alla progenie dei re di Roma, avviando la Città verso la costituzione repubblicana. E' possibile che il soggetto, specie considerando la seconda interpretazione, abbia avuto singolari sviluppi nell'ambito seicentesco della ripresa dell'interesse verso la storia romana, giacché lo si ritrova spesso realizzato en pendant con episodi ugualmente a essa collegati come la Congiura di Catilina ovvero il Suicidio di Cleopatra. Nel dipinto il corpo esanime di Lucrezia è rappresentato in basso a destra retto dalle ancelle, con una bellissima idea e un alto senso coloristico, che si delinea sul contrappunto tra il manto azzurro e il biancore dell'incarnato privo di vita. Ugualmente d'effetto la figura di Bruto, inondata da una soffusa luce che ne mette in risalto l'armatura e il roseo incarnato. Tali espedienti, assieme al grande tendaggio che copre il gruppo delle ancelle, rimarcano l'interesse neo-veneziano, cortonesco e rubensiano del pittore e permettono di datare l'opera alla fine del 1670, primi dell'80».

La pregevole e inedita opera è stata presentata prima agli organi di informazione, nell'ambito di una partecipata conferenza stampa tenutasi qualche giorno prima (12 Febbraio) della Festa di Valentino e, successivamente è stata esposta al pubblico, e attualmente fa parte delle collezioni permanenti del Museo di Palazzo Lanfranchi.

 

Anche la Festa della Donna dell'8 marzo è stata preceduta da una riuscitissima conferenza stampa tenutasi qualche giorno prima (Giovedì 5 marzo) nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi.

In questa occasione sono stati presentati trentaquattro dipinti di Angelo Brando (Maratea, 1878 - Napoli,1955) (3-4) acquistati di recente a patrimonio dello Stato e destinati all'istituendo Museo di Palazzo De Lieto a Maratea (Pz), città natale dell'artista.

Angelo Brando nasce a Maratea il 10 gennaio 1878. E' l'ultimo di otto figli avuti dal commerciante Giuseppe Brando e da Vincenza Zaccaro. Come la maggior parte dei giovani meridionali che mostrano attitudini artistiche, si iscrive all'Istituto di Belle Arti a Napoli dove compie i suoi studi sotto la guida di Vincenzo Volpe e Michele Cammarano, che gli consentirà di entrare in rapporto col ricco filone della tradizione pittorica napoletana. Nel 1908 partecipa alla quadriennale di Torino. Angelo Brando insegnò disegno presso il Liceo artistico di Napoli ed altre scuole dal 1917 al 1948. Nel 1919 Brando fu incaricato di riordinare la Galleria Regionale di Napoli di cui successivamente fu nominato conservatore. Fu consigliere della Promotrice Salvator Rosa e commissario del Comitato per la costituzione della Pinacoteca della Basilicata. Morì il 21 febbraio 1955.

Le opere di Angelo Brando coprono un arco temporale che va da 1909 al 1946, e provengono tutte dal fondo in dotazione della signora Angelina Mastroluca, unica erede del pittore.

La sua produzione artistica è stata studiata dalla professoressa Isabella Valente che così scrive nel catalogo della mostra itinerante Angelo Brando. Opere scelte 1895-1946. Proposte per un museo tenutasi a Matera, Maratea e Potenza tra maggio del 2007 e gennaio 2008: «All'indomani dell'impressionismo e del post-impressionismo - come scrive Isabella Valente nel suo saggio pubblicato nel catalogo si assiste, in tutta Europa, a una diffusione delle nuove conquiste linguistiche, di cui si assorbono alcune caratteristiche esteriori piuttosto che i criteri più o meno scientifici e tecnici. Non si tratta quindi di vero impressionismo, ma di un adattamento regionalistico che ogni scuola o singolo artista ha fatto dell'idea dell'impressionismo, che, in particolare, a Napoli trovava una sua rispondenza nella pittura bozzettistica di ascendenza morelliana. A Napoli, dunque, nel solco dell'eredità dell'impressionismo, in cui coesistono echi simbolisti e secessionisti di matrice europea, si inserisce anche la figura di Angelo Brando».

Il progetto di istituire una pinacoteca a Maratea, risale agli inizi degli anni Ottanta quando, l'allora Direttore Generale del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali professor Francesco Sisinni - facendo propria la proposta per una Pinacoteca Angelo Brando a Maratea avanzata da Tina Polisciano e Josè Cernicchiaro dell'Associazione Culturale "Maratea" - acquisì a patrimonio dello Stato Palazzo De Lieto e dotò la Soprintendenza per i Beni Architettonici della Basilicata dei fondi necessari per il restauro.

Ci sono voluti la forte determinazione del Soprintendente Salvatore Abita, la straordinaria competenza professionale del Direttore Amministrativo Giuseppe Mastromarino e il costante impegno di chi scrive, Responsabile del progetto, a portare a buon fine l'acquisizione dei dipinti e a riprendere l'attività per l'istituzione della Pinacoteca Brando a Maratea.

I dipinti sono stati esposti nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi dove, la sera dell'8 marzo, si è tenuto un importante concerto di musiche da camera del compositore lucano Damiano D'Ambrosio. Sono state eseguite due sonate che fanno parte di un progetto in via di realizzazione che intende affiancare di volta in volta singoli strumenti solisti a strumenti polifonici (arpa, pianoforte, clavicembalo, ecc).

Questo concerto e, più in generale, il rapporto di amichevole collaborazione con il Maestro D'Ambrosio, hanno aperto una nuova stagione nella programmazione culturale della Soprintendenza: alle tradizionali attività espositive sono state affiancate una serie di eventi musicali di altissimo profilo, approdati alla donazione (più precisamente comodato d'uso) di un pianoforte Sholze da parte dei coniugi Vita Avena e Pietro Andrisani, teso a rimarcare un impegno costante e continuativo (una nuova mission) della Soprintendenza a favore della conoscenza e diffusione della musica.

 

Particolarmente intensa e intrigante l'attività della XI Settimana della Settimana della Cultura svoltasi dal 18 al 26 aprile.

All'esposizione delle nuove acquisizioni (Luca Giordano e Angelo Brando) e donazioni (Carla Viparelli, MAATera, 2008, olio su tela, cm. 100 x 100; Claudio Bonichi, Bicromia, 2008, olio su tela, cm. 50 x 70) (5-6) presso il Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi, hanno fatto seguito i seguenti appuntamenti:

  • Lunedì 20 aprile, conferenza dal titolo Placido Venante. Elementi di storia del culto di Sant'Eustachio, patrono di Matera (7), in cui sono stati presentati i risultati di una interessantissima ricerca storica del professor Antonio Alfredo Varrasso sul rapporto che lega il Patrono della Città dei Sassi ai cittadini di Matera. Lo studio di Varrasso è confluito nella pubblicazione di una pregevole e graziosa plaquette, illustrata con fotografie di Francesco Pentasuglia, edita dalla casa editrice "gelsorosso" di Bari (sono in corso rapporti con la comunità dei lucani in Australia per una eventuale edizione in lingua inglese).
  • Mercoledì 22 aprile, sempre a Palazzo Lanfranchi, è stato presentato il restauro (effettuato in amministrazione diretta) della scultura in pietra policromata di Stefano da Putignano (1470-1540) "San Pietro Martire" (8) della Chiesa di San Domenico di Matera. Per l'occasione è stato proiettato il video realizzato da Elisa Basile, restauratore della Soprintendenza, esecutrice dei lavori di restauro (diretti dalla dott.ssa Agata Altavilla) e curatrice del filmato.
  • Sabato 25 aprile a Palazzo del Governo (9) è stata inaugurata la mostra Arte Sacra in Prefettura. Le collezioni Nugent, Formica e Doria. Dipinti del XVII e XVIII secolo (10), con visite guidate di Domenica Di Rocco dei Servizi Educativi della Soprintendenza. L'esposizione dei dipinti è stata accompagnata dall'esecuzione di brani musicali degli Allievi del Conservatorio "E. R. Duni". Questa importante iniziativa espositiva è il prosieguo di Arte in Prefettura, un progetto culturale avviato lo scorso anno insieme alla Prefettura di Matera, con l'intento di favorire la fruizione di edifici storici solitamente preclusi al pubblico.
  • Domenica 26 aprile si è conclusa la XI Settimana della Cultura ancora con un evento musicale del Maestro Damiano D'Ambrosio. Sono stati eseguiti tre nuove composizioni, di cui uno in prima assoluta. Questi i titoli delle composizioni: Sonata quasi una nostalgia, per clarinetto e pianoforte, Toccata, Adagio e Ostinato, per sax contralto e pianoforte e Chalumeau Suite, per trio di clarinetti, I brani musicali sono stati presentati da Saverio Vizziello, direttore del Conservatorio "E. R. Duni" di Matera, con il quale sono in corso futuri progetti, tesi a far conoscere compositori lucani del Sei-Settecento studiati da professore Pietro Andrisani.

Per tutta la durata della Settimana della Cultura e fino al 30 aprile è stato possibile visitare la mostra di Nino Tricarico Infinito bianco, allestita nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, a Matera.

 

La Festa della Musica (21 giugno) quest'anno è stata ricordata a Matera con una bella iniziativa svoltasi nell'ambito della rassegna Le passeggiate dell'Onyx. Alla visita guidata al Museo d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata hanno fatto seguito, nella piazza antistante il Museo, una degustazione gastronomica e, successivamente, nel chiostro del Palazzo Lanfranchi, il concerto del gruppo Cosimo Maragno Quartet con la presentazione del Cd Portrait Of Swing.

Nel corso della giornata, presso il Museo, sono stati raccolti fondi dalla Fondazione Telethon da destinarsi alla ricerca scientifica, nell'ambito del protocollo d'intesa MiBAC-Telethon.

 

Le Giornate Europee del Patrimonio (26-27 settembre) sono state caratterizzate dalla presenza a Matera, a Palazzo Lanfranchi di una importantissima mostra a cura di Elisa Acanfoa, promossa dall'Università degli Studi della Basilicata e dalla Soprintendenza, dal titolo Splendori del barocco defilato. Arte in Basilicata e ai suoi confini da Luca Giordano al Settecento (11-12) .

L'evento espositivo ha inteso presentare il consuntivo più aggiornato dell'attività di ricerca promossa negli ultimi anni dall'ateneo lucano in merito al tema, ancora misconosciuto, del pieno barocco e del rococò sviluppatisi in Basilicata e ai suoi confini. Si tratta della prima grande rassegna di riscoperta del barocco lucano, nei suoi aspetti della pittura e della scultura lignea.

E' stata l'occasione di rendere noto e di presentare a un vasto pubblico un capillare lavoro di studio sul territorio che è ancora inedito, offrendo l'opportunità di vedere riuniti capolavori, scelti per qualità e conservazione, disseminati nei vari comuni, conservati nei musei e recuperati dai depositi.

Il titolo prende spunto da un breve racconto di Ermanno Olmi - che durante la sua visita nella città di Altamura, situata a poca distanza da Matera, rimase sorpreso e commosso per i valori umani e civili di questa Italia defilata -, e ciò ha offerto lo spunto per tentare di definire i valori figurativi di una felice stagione artistica che si svolse in Basilicata e ai suoi immediati confini, dal barocco al rococò, e che svela una densità di opere straordinaria quanto inaspettata.

Al rilevante evento espositivo si è unito la pubblicazione di un catalogo scientifico, sempre a cura d Elisa Acanfora e pubblicato da Mandragora, destinato a rimanere come testo di riferimento fondamentale sull'argomento.

Michele Saponaro

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