Etnoantropologia

Una delle prime operazioni messe in atto dalla Soprintendenza nell’ambito dei beni demoetnoantropologici (DEA) è stata l’acquisizione di una collezione di oggetti raccolti tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta dall’Associazione “La Scaletta” di Matera. La datazione di alcuni oggetti, che risalgono alla fine del XVIII secolo, rendono la collezione particolarmente interessante, dal momento che, di solito, i materiali etnografici in altre collezioni lucane non datano oltre i primi anni del XX secolo. Le sezioni in cui sono distribuiti i reperti sono le seguenti:
a. oggetti per la casa (che riguardano soprattutto manufatti di arredo e di lavoro);
b. oggetti per la filatura (che dimostrano la diffusione di questa attività anche nell’economia interna dei Sassi);
c. oggetti per la cucina (che rappresentano la sezione più numerosa);
d. oggetti di uso agricolo (si tratta di una piccola sezione che riguarda, in realtà, una serie di elementi che potevano essere usati anche in ambito domestico);
e. vestiti (costumi non sempre di origine popolare, ma che possono senz’altro essere inseriti nell’ambito degli oggetti di uso quotidiano.
Di questa composita e variegata collezione pubblica, solo un’ampia campionatura trova adeguata esposizione nella saletta ubicata al secondo piano del Museo.Questi oggetti hanno fatto parte della mostra “Musei e collezioni etnografiche in Basilicata”, a cura di Ferdinando Mirizzi e Paolo Venturoli (Matera, Palazzo Lanfranchi, 12 luglio – 28 settembre 2003).

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