Donazioni

Trattasi di due dipinti donati alla Soprintendenza dagli rispettivi autori, in occasione delle mostre che si sono tenute a Palazzo Lanfranchi. L'opera di Carla Viparelli (al centro dell'immagine) dal titolo "MAATera" (olio su tela, cm. 100x100, 2008), è stata realizzata dall'artista di origini napoletane, in occasione della mostra itinerante dal titolo "Opere scelte. 1998 - 2008", a cura di salvatore Abita, tenutasi a Matera, a Palazzo Lanfranchi (19 aprile - 22 giugno 2008) e successivamente a Maratea, a Palazzo De Lieto (20 luglio - 27 settembre 2008), futura sede della istituenda Pinacoteca Angelo Brando. La ricerca artistica di Viparelli dà luogo a due caratteristiche salienti: prolificità e poliedricità. I mezzi espressivi non sembrano mai abbastanza: agli originari oli su tela e su tavola si affiancaano ulteriori mezzi espressivi, quali sculture, installazioni site specific, performances, stampe e video digitali. Ogni nuovo linguaggio non sostituisce gli altri ma vi si aggiunge, arricchendo lo strumentario espressivo di maggiori possibilità.

L'opera di Claudio Bonichi (Novi Ligure, 1943) "Bicromia" (olio su tela, cm. 50 x 70, 2008) è stata donata alla Soprintendenza in occasione della sua mostra "L'essenza invisibile", a cura di Giovanni Facceda, tenutasi a Palazzo Lanfranchi dal 4 ottobre, a 9 novembre 2008. Considerato uno degli esponenti più interessanti della Nuova Metafisica, è figura di prestigio internazionale, in quel ristretto scenario che vede protagonisti, fra gli altri, Lucien Freud e Anton Lopez Garcia. Ha esposto in musei, pinacoteche, gallerie civiche di tutto il mondo, dove già sono collocati alcuni suoi capolavori. Le ragioni della presenza di Bonichi a Matera ce le descrive l'autore:

"Nell'arco della mia vita mille fili, per vie diverse, mi riconducevano a Matera, quasi un destino. Mia madre mi raccontava di Carlo Levi innamorato di lei e di lettere che le scriveva dall'esilio, andate perdute durante la guerra. Josè Ortega, legato come me alla Galleria 32 di Alfredo Paglione, a Milano, partendo per Matera, mi aveva dato le chiavi del suo studio a Roma, in via del Vantaggio 22. Di Matera mi parlavano Pasolini, Alfonso Gatto, Enzo Siciliano, Rafael Alberti. Credevo di conoscerla attraverso i loro racconti, ma quando la vidi per la prima volta, provai un turbamento profondo, sconosciuto, indescrivibile".

Claudio Bonichi