Carlo Levi

La parte del Museo dedicata a Carlo Levi (Torino, 29 novembre 1902 – Roma, 4 gennaio 1995) che rappresenta in questo secolo chi meglio ha saputo riprodurre o meglio interpretare la Lucania e la sua gente, e che è rimasto finché ha vissuto, profondamente legato a queste terre che conobbe nell’ora amarissima del confino, è allestita al piano nobile del palazzo e presenta circa una cinquantina di opere (selezionate tra le duecento date in comodato d’uso dalla omonima Fondazione), che coprono l’intero arco temporale della sua produzione artistica. Vi sono, infatti, le opere giovanili dei primi anni Venti, quelle della sua maturità (il nucleo più cospicuo), fino agli ultimi dipinti del 1974 (ricordiamo il suo ultimo viaggio in Lucania risale a fine dicembre di quest’anno, qualche settima prima della sua morte). Il percorso espositivo si sviluppa attraverso le opere con soggetto paesaggistico (di Torino, Parigi, Alassio e della Lucania), i ritratti (gli autoritratti, i ritratti dei componenti della famiglia dell’artista, degli amici letterati e politici, dei personaggi e dei bambini conosciuti durate il confino lucano), i nudi femminili e le nature morte, le tele di sottolineato contenuto sociale (come la “Madre di Salvatore Carnevale”), i soggetti mitologici come il “Narciso” del 1965, i carrubi realizzati ad Alassio, la serie degli ultimi dipinti che fanno riferimento al continuo dinamismo della realtà.
 
Carlo Levi